Il blog, il lato umano ed il piacere di scrivere

Scrivere un articolo sul proprio blog una volta rientrati a casa dopo una giornata di lavoro, in pieno relax per il puro piacere di scriverlo, senza l’ansia di trovare per forza qualcosa da mettere insieme entro la fine della giornata… a quanti piacerebbe farlo? Sapevate che tutto ciò è possibile?

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Prima di iniziare a scrivere questo articolo, penso sia doveroso fare una premessa: i consigli che state per leggere potrebbero non essere  sempre validi per chi fa del personal branding una vera professione.
Al contrario credo rappresentino un discreto spunto psicologico per tutti coloro che nonostante desiderino scrivere articoli su un blog senza particolari costrizioni con il semplice obiettivo di divertirsi e rilassarsi, a volte si lasciano influenzare controvoglia dalle pur preziose guide atte a redigere i cosiddetti blog di successo.

È la 1.00h di notte ed io da inguaribile nottambulo quale sono, ho appena iniziato a scrivere questo mio contributo, senza seguire alcuna strategia particolare che non sia un’improvvisa ispirazione. Probabilmente non lo terminerò oggi stesso perché ho sonno ed i miei marmocchi dal loro lettino mi hanno già interrotto tre volte, ma tutto ciò poco importa in quanto le motivazioni che mi spingono a fare ciò, altro non sono che relax e voglia di dire qualcosa che reputo possa essere utile o divertente per i miei lettori i quali potranno comunque leggerlo, anche se con un po’ di ritardo.

Uno dei fattori di successo che meglio distingue il blog da una testata giornalistica, è senza dubbio il lato umano del blogger che a mio avviso emerge quando quest’ultimo decide di andare controcorrente senza sottostare ogni volta all’imperativo di Google che pretende almeno un post al giorno dedicato all’argomento che in quel determinato periodo va per la maggiore, il cosiddetto newsjacking.
Se le idee non dovessero palesarsi, non sentiamoci obbligati a scrivere per forza qualcosa ansimando nell’attesa dell’ispirazione divina e salvatrice, magari impegnandoci in una mera traduzione dall’inglese all’italiano di articoli stranieri senza aggiungere alcun contenuto personale capace arricchirli.
Io per esempio preferisco non scrivere nulla per diversi giorni piuttosto che riempire il mio blog di articoli riguardanti gli svariati doodle di Google fingendo di conoscere tutto quello che viene celebrato da Mountain View 😉
L’autocostrizione nello scrivere penalizza la naturale ispirazione e di conseguenza la qualità degli articoli la quale rappresenta il fattore più importante per qualsiasi tipo di indicizzazione.
Ok, è vero che scrivendo regolarmente ogni giorno, oltre a guadagnarci in ottica SEO, si fa in modo che i propri lettori si presentino con la medesima cadenza all’appuntamento con il blog, ma la vera fidelizzazione a mio parere sta in coloro che pur non essendo martellati quotidianamente dai contenuti del blogger, non perdono occasione di leggerli quando si presenta l’occasione interagendo tramite essi con lui e gli altri lettori.

Non credo sia giusto cercare di scrivere sempre ciò che la Rete vuole leggere in un determinato periodo temporale. Stupire i propri lettori è difficile, ma non impossibile, pertanto non esitiamo nel liberare la nostra inventiva seguendo il filone principale del blog oppure perché no, scrivendo a proposito di argomenti al di fuori di esso anche a costo di rischiare di risultare off topic. Il cambi di rotta sporadici, così come l’imprevedibilità, mettono in risalto il lato umano dello scrittore e questo può essere molto apprezzato anche in un contesto professionale.

Quando scriviamo un articolo per analizzare uno specifico tema, i dati rappresentano uno strumento sicuramente importante, ma non fossilizziamoci esclusivamente su di essi. Nulla ci vieta di buttar giù qualcosa in base alle nostre sensazioni non oggettivamente confutate, consapevoli che questo tipo di scelta potrebbe portarci a conclusioni che alcuni potrebbero giudicare poco precise ed esaurienti. Come scritto poco fà il blog così come il social, mette in risalto il l’umanità del blogger il quale attraverso semplici intuizioni può stimolare un confronto aperto con i lettori allo scopo di migliorare la propria competenza e gli articoli futuri. Inoltre non di rado, pezzi basati su semplici riflessioni possono fornire uno spunto a coloro che in modo più attrezzato desidereranno approfondire con metodo più analitico l’argomento nei minimi dettagli; anche in questo sta l’utilità di un contributo.

Cercando fra gli articoli scritti per aiutare a redigere un blog di successo, è probabile trovare fra i vari consigli, quello che invita l’apprendista blogger a specializzarsi riguardo un determinato settore e di conseguenza a scrivere esclusivamente (o almeno prevalentemente), in merito ad esso.
Questo consiglio è assolutamente valido anche per chi concepisce il proprio blog esclusivamente come un puro strumento di divertimento e relax, ma le motivazioni potrebbero essere differenti.
È importante approfondire un interesse attraverso vari contributi facendo in modo che i lettori ne identifichino lo scrittore come punto di riferimento, ma ciò a mio parere non è la ragione principale, bensì la conseguenza di un processo più articolato.
Scrivere specializzandosi in un determinato ambito, che sia professionale o meno, significa avere maggiori probabilità di appassionarsi ad esso e di divenirne un esperto in grado di pubblicare contenuti di qualità.
E così ritorniamo al punto di partenza: se qualcosa ti interessa, man mano che scrivi ti appassioni. Se questo dovesse accadere, farai esperienza con meno sacrifici rispetto ad altri, arricchendo il tuo bagaglio conoscitivo e i tuoi spunti andranno di pari passo con esso.
I lettori te ne daranno merito e forse faranno di te e del tuo blog un punto di riferimento.

Scrivere articoli su un blog non può essere considerato rilassante e divertente se ogni tanto l’inventiva del blogger non si concede articoli leggeri e spiritosi i quali possono trasmettere uguali sensazioni di expertise rispetto ad articoli impegnati; se così non dovesse essere, pazienza. L’importante è rimanere soddisfatti di ciò che si è realizzato.

Con questi miei pensieri non intendo dire che non mi importa se gli utenti leggono o meno i miei articoli, altrimenti invece di farmi un blog, avrei tenuto un diario o qualche foglio di Word.
Dico solo che il bello dello scrivere per puro piacere personale a differenza di chi scrive per lavoro, non comporta alcun vincolo, pertanto sentiamoci liberi di “buttare sulla tastiera” quello che ci passa per la testa, perché alla fine potremmo accorgerci che quello che abbiamo scritto non è poi così male e ci siamo pure divertiti.

Non facciamoci prendere da alcuna soggezione e ricordiamoci che la storia racconta che a volte, semplici appunti su giornali sono diventati grandi classici di successo, magari potrebbe accadere anche per il nostro blog 😉

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