Come twittare la nostalgia di Facebook

Twittare la nostaglia di Facebook si può, anche se ciò a molti può sembrare un paradosso.

TwittareMi tornano in mente i periodi durante i quali gli utenti Twitter con l’aria sprezzante tipica di chi sente di far parte di una social elite, twittavano hashtag del tipo #TornatesuFacebook … eppure, a furia di twittare contro la logica di condivisione Facebookiana, in molti ora ne sentono un’iconscia mancanza, tant’è che senza saperlo, non fanno altro che twittare la nostalgia di Facebook, ecco come:

Followbackami o ti tolgo l’amicizia

Chi pensa che seguire qualcuno significhi “dare la propria amicizia”, spesso pretende di essere seguito a sua volta. Se questo non accade, qualche tempo dopo defollowa chi non ha ricambiato il “favore”; poco importa se l’irriconoscente dovesse essere anche interessante e fosse realmente da seguire.
Addirittura la Rete pullula di tool che permettono di controllare chi decide di non ricambiare l’agognato follow, rendendo così più facile mettere in pratica la “vendetta”.
Mi vengono in mente strumenti come fllwrs oppure manageflitter, ma ce ne sono molti altri.
E’ semplice capire chi pratica questo strano modo di twittare la nostalgia di Facebook: quando veniamo seguiti da qualcuno, basterà osservare se il numero dei suoi follower coincida più o meno con quello dei suoi following. Se così fosse e volessimo decidere di non contraccambiare il follow, molto probabilmente presto verremo defollowati.

Pensiero contrastato? Defollow assicurato!

L’amicizia è una cosa meravigliosa e poco importa se qualche volta si litiga o ci si trova ad avere visioni diverse della vita, l’amico non si tradisce.
In Facebook non accade sempre la stessa cosa e non di rado capita di vedere amicizie tolte per piccoli litigi.
E’ d’obbligo precisare però che il termine “amicizia” è identico sia per ciò che riguarda la vita “analogica” che per quella digitale, ma i due contesti a mio avviso non sono per nulla paragonabili.

twitter-beef
In Twitter capita spesso di vedere utenti che dopo una disputa defollowino l’antagonista di turno, richiamando un po’così il “togliere l’amicizia” facebookiano. Eppure ancor più che in Facebook, se riteniamo che valga la pena seguire qualcuno in quanto interessante “twittero”, non dovremmo defollowarlo a causa di un semplice litigio o di una qualsiasi differenza di vedute.
In Twitter secondo me, non si parla tanto di “amicizia” come lo intende Zuckerberg, ma di puro e semplice interesse nel seguire chi è in grado di darci un valore aggiunto. Questo a prescindere da eventuali scontri.

I like stelline

Chi decide di passare il suo tempo a twittare a discapito di Facebook, lo fa con convinzione, ma non riesce a dimenticare l’adorato “Mi Piace“.
Per questo motivo, l’utente nostalgico ha piegato i “Preferiti“, strumento originariamente nato per l’identificazione di tweet significativi al fine di distinguerli dagli altri, ad un mero e semplice like.
Aggiungere stelle ormai è divenuto un trend che in tanti preferiscono al retweet o alla menzione, i quali però hanno un potere di share decisamente più elevato.

twitter-favourite
Tutto ciò porta a mio parere, ad un utilizzo della piattaforma che cozza contro la sua stessa logica la quale vorrebbe la ricondivisione di tutti quei contenuti che riteniamo essere di una certa utilità ai propri follower.
Con un po’ di psicologia spicciola, si potrebbe pensare che per molti utenti, twittare prediligendo la stellina al retweet significhi apprezzare un contenuto, ma non al punto da essere ricondiviso.
I “malpensanti” dicono che chi aggiunge un tweet ai preferiti al posto di retwittarlo, lo fa solo per poterlo ripubblicare in seguito a proprio nome 😉
Certo che se Twitter si decidesse a mostrare in TL ogni aggiunta di stelle…

Contenuto utile vs anti-contenuto: anche oggi?

Uno degli stereotipi più comuni in Rete è quello che vede Facebook come il canale più diffuso e sinonimo di “anti-contenuto“, adatto al puro cazzeggio. Al contrario, Twitter è visto come una piattaforma impegnata, selettiva nella valutazione dei contributi e quindi non adatta alla massa.

Questo forse qualche anno fà poteva anche essere vero, ma oggi la massa si è impossessata del social media di San Francisco e le cose sono decisamente cambiate.
Una volta i Trend Topic di Twitter erano sinonimo di condivisione di contenuti utili agli altri. Ora tanto per fare degli esempi, il più delle volte servono a far sapere a Justin Bieber che l’Italia ha bisogno di lui oppure, a seconda del giorno, fanno in modo che tutti si sentano come dei talenti canori o cuochi o (ultimamente) anche scrittori… ah ovviamente il buongiorno non può mancare.
Inutile nasconderlo, la futilità dei Trend Topic è un problema importante per Twitter che però a mio parere, potrebbe essere risolto con un’eventuale implementazione degli stessi basati esclusivamente sui following di ciascun utente.

Sempre più TwitBook

Oggi tutti cercano di twittare la frase ad effetto, quella che dice tutto e non dice niente allo scopo di creare engagement, ma si sa che sui social media nulla coinvolge gli utenti più delle immagini. Facebook questo lo sa da tempo ed infatti è leader incontrastato della comunicazione visiva.
Twitter lo ha imparato recentemente implementando la visualizzazione delle anteprime di video e foto direttamente in TL senza la necessità di alcun click.
Quest’importante aggiornamento altro non è che l’ennesima mazzata alla peculiarità identificativa di questo social media che si arrende (con piacere) alla nostalgia che gli utenti con il loro modo di twittare, mostrano di avere nei confronti di Facebook.

Twitbook
La visualizzazione immediata di foto e video in TL non è l’unica mano tesa all’avvicinamento nei confronti di Facebook (e Google+) da parte degli sviluppatori Twitter i quali osservando il modo di twittare dei propri utenti, mostrano una spiccata sensibilità alla questione e man mano che il tempo passa, decidono di assecondare questa particolare saudade con tante modifiche più o meno significative; vediamone ancora qualcuna.
Tanto per rimanere in ambito fotografico, mi viene da pensare al tentativo (a mio parere mal riuscito), di rispondere all’acquisizione di Instagram da parte di Facebook con lintroduzione del photo editing il quale però, non mi sembra all’altezza se confrontato allo strumento del “social concorrente”
La recente implementazione delle cosiddette cronologie personalizzabili sembra proprio essere una risposta ai gruppi di Zuckerberg e alle community di Mountain View. Con questo stratagemma vengono penalizzate le classiche liste, le quali forse non hanno mai ottenuto il successo sperato, soprattutto negli ultimi tempi.
Un altro aggiornamento teso ad imitare Facebook è stato rilasciato verso i primi di Settembre quando ad un certo punto un filo conduttore  ha iniziato ad evidenziare e legare in maniera cronologica le conversazioni fra gli utenti né più ne meno come accade in “Facciadilibro”


Cosa aspettarsi in futuro?

Alla luce delle varie implementazioni volte all’avvicinamento a Facebook apportate da Twitter alla propria piattaforma, cosa potremmo aspettarci in un futuro neanche troppo remoto?

Twitter-s-future-big
Azzardo qualche ipotesi e poi lascio a chi leggerà questo mio articolo il compito di valutarne l’attendibilità:

  • Video più sofisticati rispetto a quelli realizzati con Vine?
  • Album fotografici?
  • Richieste di follow privilegiati per i propri “amici”? Grazie ad essi per esempio si potrebbero condividere foto personali…
  • Infine (ora la sparo grossa), ma non arrabbiatevi: abolizione del limite dei 140 caratteri dei Tweet? Potrebbero tenere i 140 caratteri immediatamente visibili in anteprima e terminare con un semplice -leggi- per espandere il tweet.

Ok, ok, non rimuginateci troppo e continuate a twittare perché in fondo  “…è l’unica arte che evoca la nostalgia per il futuro.” 😉 (cit.)

AGGIORNAMENTO DEL 04/04/2014

Questo tweet direi che parla da solo….

FaccineLe faccine rappresentano solo una delle varie tappe del viaggio che twitter ha intrapreso con destinazione Facebook.

Recentemente il fringuellino a cinguettato anche a proposito degli album taggabili

Alla prossima tappa…

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