Crisi social per un brand alle prime armi

La crisi social è esplosa come una bomba investendo l’azienda con grande forza e il social media manager lo sa bene…

Crisi social

Finalmente il social media manager è riuscito a dare un’idea della gravità della situazione al suo responsabile il quale nonostante sia poco affine alla Rete, capisce l’importanza di muoversi in fretta anche se purtroppo non ha la minima idea di come destreggiarsi in casi come questo.
Riunisce quindi chiunque gli capiti a tiro: il responsabile delle relazioni esterne, quello dell’assistenza clienti, quello dell’ufficio legale, quello della sala mensa, quello dei disastri naturali, quello dei crimini contro l’umanità e naturalmente lo stesso social media manager che come detto nella prima parte di questo articolo, per comodità abbiamo deciso di chiamare Mario.

All’appello manca solo una persona che non risponde la telefono: il sommo Presidente, colui che è causa dell’immane disastro! Ma dov’è finito? Da dove ha twittato la cavolata che ha scatenato la crisi social per la sua azienda? Come??? E’ in vacanza a Santo Domingo??? Ma porc!!!
Parte così la tavola rotonda dei prodi cavalieri aziendali dei quali però, nessuno ha il potere decisionale per eccellenza, quindi nessuno ha l’autorizzazione a prendere una posizione chiara a nome dell’intera azienda e soprattutto del Presidente stesso.

Mario prende coraggio e prova a proporre:

Contattiamo l’esimio Presidente, spieghiamogli la situazione e chiediamogli di pubblicare subito un tweet affinché possa chiarire tutto e soprattutto possa chiedere umilmente scusa!

In quel momento attorno al tavolo cala un gelido silenzio. Tutti si guardano negli occhi… ma chi ha il coraggio di dire a sua santità il Presidente che ha scritto una cavolata immane e che la colpa della crisi social in atto è tutta sua? Ovviamente nessuno!
La risposta arriva scontata:

Ma stai zitto tu! Adesso non è certo il momento di giocare con Facebook!“.

crisi socialSubito dopo arriva il saccente di turno che minimizza sparando la cazzata di routine propria di chi non ha la più pallida idea di che cosa sia un flame:

Ma che crisi social e crisi social d’Egitto! Il tweet del presidente ci procurerà un sacco di fan e di follower in più i quali fra pochi giorni si scorderanno di tutto, ma continueranno a seguirci portando un grande aumento di traffico verso il nostro sito Web. Non importa come, l’importante è che se ne parli!”

Ovviamente l’ottimistico collega di Mario non avendo la più pallida idea di cosa sia il fattore SEO e di come quest’ultimo possa venire pesantemente influenzato da una crisi social, è ignaro del fatto che da lì a poco, il portale aziendale si sarebbe perso nei meandri delle pagine Google, sotterrato da una caterva di insulti e prese in giro; ma sono dettagli.

Il minimizzatore però non poteva essere lasciato solo. Si sa che spesso accanto quelli come lui spesso siedono gli enfatizzatori guerriglieri:

Siamo sotto attacco da parte di una frangia di terroristi ingaggiati dai nostri competitor! L’unica cosa che dobbiamo fare è bannarli tutti senza pietà!

Infine non può mancare il personaggio anti social: colui per il quale i social media sono il male. Dal quando questi  strumenti demoniaci hanno preso piede in azienda, la vita professionale di questo individuo è diventata più difficile: non ha mai capito cosa siano Faisbuk, YuTubo e Tvitter. Purtroppo per lui, la logica che governa queste piattaforme impone trasparenza la quale se  prima poteva essere messa spesso e volentieri da parte con un rischio di venire scoperti minimo o comunque facile da insabbiare, ora è diventata imprescindibile.

Quale migliore occasione di una crisi social per proclamare a gran voce:

Lo dicevo io che i social media ci rovinano la piazza! Chiudiamoli e buonanotte!

Schermata 2013-10-18 a 01.43.17

Ad ogni modo sembra chiaro a tutti (eccezion fatta per Mario), che la linea da intraprendere è una sola, la più sicura e collaudata in tanti anni di analogici comunicati stampa: NEGARE, NEGARE E SMENTIRE SEMPRE!
“Ma come si fa a smentire se ci sono centinaia di screenshot che immortalano il tweet incriminato del Presidente???” E’ la domanda che pone il buon Mario il quale sente che la situazione gli sta sfuggendo di mano anche se non certo per colpa sua.
Il gruppo di lavoro semi improvvisato ha deciso di affrontare la crisi social negando tutto: quel nefando tweet del Presidente che ha inguaiato la sua azienda non è mai stato twittato… o almeno, se lo è stato, non certo per opera sua!

Ma come raccontare la cosa all’esterno? Ah sì! Trovato!

Gli occhi dei partecipanti alla riunione si rivolgono verso l’ufficio open space dove da poco tempo un ragazzino ha iniziato il suo periodo di tirocinio… è la social vittima per eccellenza: lo stagista!

Tutto sembrerebbe essere semplice: il Presidente ha lasciato il suo account Twitter collegato in un PC e l’ignaro, ma allo stesso tempo perfido ragazzino stagista, ha twittato una frivolezza a suo nome mettendo così a rischio il buon nome del brand tramite la crisi social che ne è scaturita.

Ma ormai la scusa dello stagista briccone che si insidia nei profili stategici delle aziende, è decisamente inflazionata, lo sanno tutti, perfino i nostri intrepidi eroi.

E così ecco pronta una bella scusa più credibile e di tendenza: l’hacker!

anonymouswearelegion-519315374-100010222-largeQuindi ora la linea ufficiale è quella che vede l’account Twitter del presidente vittima di uno spietato hackeraggio terroristico che ha lo scopo di attentare al buon nome del brand. Tutti d’accordo e convinti che gli utenti possano credere ad una simile panzana e che la crisi social possa così arrestarsi per incanto. Tutti tranne il povero social media manager il quale nel frattempo sta pensando di prendersi un’aspettativa di un mese a causa di un principio di esaurimento nervoso.

crisi social

Ormai la decisione era stata presa: l’account Twitter del Presidente sarebbe stata vittima di hackeraggio e Mario già immagina il moltiplicarsi degli insulti da parte degli utenti quando ad un certo punto, guardando fuori attraverso la vetrata, scorge un nutrito gruppo di persone urlanti riunitosi in breve tempo di fronte l’ingresso principale dell’azienda.

Poi di colpo la porta della sala riunioni si spalanca e la figura che si presenta davanti al tavolo era quella di un uomo ansimante e devastato dai pomodori marci lanciati contro la sua regale figura: è ovviamente il Presidente!

Cosa cavolo succede???!!!” chiede sull’orlo di una nevrastenia? “Torno ora da Santo Domingo e questo gruppo di scalmanati se l’è presa con me inseguendomi fino a qui!”

Mario gira il display del tablet davanti agli occhi del super capo mettendo in mostra il tweet incriminato e tutto d’un tratto, al gran dirigente torna in mente il post conferenza di Santo Domingo fatta di rum e tanto altro ancora… e gli viene il sospetto che forse con quello smartphone e quell’avvenente ragazza seduta sulle gambe, qualche boiata pesante l’ha twittata.

angry-man-laptop-600x257

Ora però la sbronza è passata e il Presidente è un uomo dalle larghe vedute, talmente larghe da permettergli di dare un occhio  attraverso la finestra ai buzzuri che lo aspettano all’uscita… si gira vero i suoi dipendenti e…

Ok, mi scuso via social!

Mario tira così un sospiro di sollievo e con lui tutti gli altri. Il tweet di scuse è stato fatto, la vicenda è stata chiarita e i canali social del brand l’hanno condiviso tutto.

Il suo lavoro però non è finito in quanto a partire da questo momento, un buon social media manager che si rispetti, si trasforma in una sorta di psicologo da bar il quale con calma olimpica, conversa con i suoi utenti assecondandoli e piano piano vede scemare la crisi social scatenatasi la sera precedente.

Barney_e_BoeMario ora sta tornando a casa, scorre la TL di Twitter e scorge l’immancabile buontempone che in caso di crisi social twitta il tipico:

Non vorrei essere nei panni del social media manager di xxxx in questo momento! 🙂

Gli scappa un sorriso…e pensa che da ora in avanti lui e i suoi colleghi faranno bene ad organizzarsi meglio al fine di intraprendere nel migliore dei modi la loro esperienza social la quale si sa, è l’insegnante peggiore, perché prima ti fa l’esame e poi ti spiega la lezione 😉

Commenta

Questa voce è stata pubblicata in Social Media e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.