Ello rifiuta la pubblicità: ecco il vero motivo

È nato Ello “il nuovo canale social creato da un gruppo di artisti e designer” che vuole fortemente presentarsi come minimalista, bello e senza uno straccio di pubblicità. Cosa? Ho letto bene? Zero pubblicità? Parliamone…

ElloEllo, Ello, Ello! Ultimamente questa parola è sulla bocca e sulla tastiera di tutti gli addetti del settore digital marketing, in particolar modo pervade la curiosità (e poco dopo lo scetticismo) dei social media addicted.

Nato quest’estate, Ello rivendica subito le sue peculiarità distintive principali che sono:
aspetto minimalista, assoluto rispetto della privacy degli utenti, assenza di pubblicità

STILE MINIMALISTA
Per quel che riguarda questo aspetto, il design pulito, essenziale, in bianco e nero può piacere oppure no.
Lato tecnico Ello si vanta di non avere nulla meno di Facebook, Twitter, Google+, Tumblr, ecc, (anche se pare che qualche mancanza ce l’abbia eccome, vedi l’impossibilità nel fare una ricerca di un contenuto).
Ok non ha niente di meno, ma non ha nenche nulla che tutti questi colossi non abbiano già mostrato alle proprie masse. E allora siamo punto e a capo e ritorniamo all’errore originario, vale a dire la mancanza di quel lampo di genio assolutamente innovativo ed alternativo in grado di attrarre le folle sulla propria piattaforma.
Pensare di sottrarre utenti a Zuckerberg&Co semplicemente scendendo sul loro medesimo campo significa a mio parere esporsi al fallimento sicuro.

ASSENZA DI PUBBLICITA’
Questa credo sia la peculiarità più sorprendente di Ello, addirittura incredibile… nel senso letterario del termine: io non ci credo.
Ma andiamo con ordine: dicono di voler ricevere sovvenzioni esclusivamente tramite l’offerta di servizi aggiuntivi a pagamento dedicati ai propri utenti i quali ovviamente potranno decidere se acquistarli o meno.
Questo tipo di scelta però avrebbe il risultato di dare ad Ello lo stampo di un social media di nicchia e non di massa. Quanto potrebbe durare una cosa di questo genere? Come potrebbe per esempio presentarsi per un eventuale quotazione in borsa, giusto per pensare in grande come social network anti-Facebook? E ancora, nel caso in cui riuscisse ad inventarsi un valido servizio aggiuntivo da far acquistare agli utenti, quanto impiegherebbero i colossi social a copiarlo per poi distribuirlo “gratuitamente” attraverso i propri server?
Penso che lo sbandieramento anti pubblicità faccia acqua da tutte le parti e non sia per nulla realizzabile, pena la precoce apparizione nei tred topic di Twitter della voce “R.I.P. Ello”.
Pare evidente come questa trovata della “Zero pubblicità” altro non sia che uno slogan per attirare gli utenti stanchi dei newsfeed saturi di spot di ogni genere, ma alla fine le promesse in certi contesti si sa, valgono quel che valgono, basta vedere l’esempio di Twitter il quale sta rinunciando a molte delle sue peculiarità distintive una volta granitiche (in ultimo il prossimo abbandono dell’ordine cronologico dei tweet che dovrebbe far posto ad un algoritmo facebookiano) in nome dell’advertising.
Forse in un primo momento Ello potrà rinunciare alla pubblicità, non per scelta etica per questioni oggettive: non possiede una fanbase tale da attrarre gli inserzionisti e tantomeno non ha una piattaforma in stile AdWords o Atlas in grado di esportare la pubblicità su una rete di siti esterni. Nel caso in cui dovessero riuscire a risolvere queste intricate situazioni, scommetto sull’apparizione di spot con lo smile bianco e nero.

RISPETTO DELLA PRIVACY
Gli sviluppatori di Ello picchiano duro contro i colossi social del momento rei a loro modo di vedere, di trasformare le persone in meri dati da vendere al miglior offerente. Vogliono così sottolineare che loro non la pensano allo stesso modo e quindi non ritengono che l’utente sia un prodotto da commercializzare

Ello privacy
Leggevo però che Ello si riserva il diritto di condividere i dati degli utenti con fornitori di servizi di terze parti come per esempio i gestori delle carte di credito dal momento in cui dovessero decidere di acquistare qualcuno dei servizi aggiuntivi offerti dalla piattaforma. Inoltre se un giorno dovessero affiliarsi ad altre società, le informazioni verrano condivise anche con loro.
Altro aspetto poco curato in ottica privacy è l’impossibilità di poter fare una distinzione fra chi può vedere determinati post e chi invece no, cosa ormai perfettamente integrata in Facebook, Google+ e LinkedIn
Non ultimo, se un utente volesse cancellare il proprio account da Ello, i suoi dati rimarrebbero comunque memorizzati all’interno dei loro server.
Detto questo pare che questo nuovo canale social in questo momento stia riscuotento un discreto successo e c’è già chi parla di un vero e proprio esodo da Facebook verso lo smile bianconero… un po’ come si prevedeva il possibile abbandono di Google a vantaggio di Volunia 😉
Scherzi a parte Ello sta crescendo rapidamente tanto da indurre gli sviluppatori a limitare l’ingresso tramite inviti. Ogni utente che entra ha la possibilità di diramarne cinque. Coloro che non hanno ancora ricevuto alcun invito da altri utenti, possono richiederlo direttamente sulla index del sito. Temo però che questo avvenga più per un’iniziale curiosità generale e perché no, anche a causa dei difetti dei giganti social che trattano le persone come un prodotto martellandoli di pubblicità. Il fatto è che non si può pensare di costruire un progetto basato esclusivamente sui difetti di concorrenti che nonostante tutto sono stati capaci di rivoluzionare la vita di milioni di persone.
Ci vuole il colpo di genio, quel fulmine in grado di rivoluzionare nuovamente il Web, i mercato del digital, il modo di pensare il social, e la vita quotidiana di tutti gli utenti.
Non credo che Ello sia sulla buona strada, almeno per ora.

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