Erasmus: difficoltà insuperabili per il mondo politico

Durante il periodo 1999/2000 ho partecipato al progetto Erasmus studiando Scienze Politiche per quasi un anno presso l’Institut D’Etudés Politiques di Tolosa in Francia ed è stata un’esperienza fantastica per diversi motivi, tanti dei quali possono essere realmente compresi solo da chi ha vissuto la medesima avventura.

Erasmus

Tale progetto promosso dall’Unione Europea dà la possibilità agli studenti universitari europei di studiare per un periodo che va da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 12 in un’Università straniera. Qui potete leggere i dettagli sui quali non intendo soffermarmi.

Ricordo un particolare relativo all’inizio del mio periodo francese quando mi ritrovai per la prima volta di fronte ad un mio nuovo compagno di studi di nazionalità Uzbeka. Lo conobbi, osservai i suoi comportamenti e le sue abitudini e pensai: “Questo è matto!“.

Poi conobbi anche il suo amico anche lui proveniente dall’Uzbekistan, il quale aveva gli stessi atteggiamenti e modi di fare del primo. La mia reazione ovviamente fu più o meno la stessa: “Anche questo è fuori di testa!

Dopo qualche tempo ne conobbi altri, e vi assicuro che il trend comportamentale era del tutto simile ai primi due studenti…. alla fine dovetti convincermi che nessuno di loro era pazzo o squinternato, ma semplicemente avevano una cultura differente dalla mia.

Questo insegnamento probabilmente vale più di tutti gli altri derivanti dalla partecipazione al progetto Erasmus, come per esempio il mettersi alla prova di fronte a nuovi metodi di studio, staging, lingue e stili di vita… senza contare le grandi amicizie nate in quello che indubbiamente si rivela un periodo veramente particolare dell’ esistenza dello studente e che anche per questo motivo, molte di esse rimarranno salde per il resto della vita.

Tutto questo si può riassumere in due semplici parole: APERTURA MENTALE

… e qui finisce la parte “bella” di questo piccolo pensiero

In questi giorni assistiamo alla totale ottusità del mondo politico europeo ed ovviamente italiano.

Tempo fà a causa della famigerata crisi, l’Europarlamento si è trovato ad annunciare tagli ai fondi destinati alle borse di studio Erasmus ed  alla mobilità degli studenti in Europa.

Chissà perché quando arrivano i tagli economici, l’istruzione, la ricerca e la cultura in generale, sono sempre le prime vittime. Fortunatamente in seguito, questo pericolo è stato scongiurato dallo stesso Parlamento Europeo.

Oggi invece sentiamo parlare il Consiglio dei Ministri a proposito di “difficoltà insuperabili” che impedirebbero agli studenti Erasmus di votare alle prossime elezioni politiche.

Premettendo che gli studenti Erasmus con ogni probabilità avrebbero la possibilità di affrontare il viaggio di ritorno in Italia per poter votare, questa vicenda indica in maniera lampante l’immenso divario esistente fra il mondo politico e quello dell’istruzione (quella vera).

Il progetto Erasmus compie la bellezza di 26 anni, un tempo sufficiente durante il quale i governi italiani avrebbero potuto tranquillamente organizzarsi a tal fine, ma evidentemente chiedere a questa dirigenza politica almeno una parte dell’apertura mentale di cui sopra, diventa veramente ostico.

Ecco, queste a mio parere sono le vere “insuperabili difficoltà” di cui tutti noi dovremmo preoccuparci.

Questo il comunicato ufficiale del Consiglio dei Ministri

 

 

 

 

 

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