Social Commerce? Questione di cultura e tecnologia

Segnali di Social Commerce con l’annuncio di Facebook riguardante i test per la prossima implementazione del tasto “Buy” il quale promette di cambiare l’esperienza (e aggiungo la cultura) in merito all’utilizzo dei social da parte degli utenti.

social commerce

Il Social Commerce è all’orizzonte con la possibile implementazione del tasto Buy che Facebook sta ufficalmente testando negli Stati Uniti. L’implicita promessa è quella di cambiare in modo radicale l’esperienza social da parte degli utenti i quali fino ad oggi stanno utilizzando questo tipo di canale prevalentemente a fini di informazione, divertimento, richieste di supporto, ecc, ma quasi mai per acquistare in modo diretto.
In pratica sarà possibile effettuare acquisti direttamente sul NewsFeed sia in versione desktop che ovviamente mobile e quindi non si renderà necessario “uscire” da Facebook.

Facebook tasto Buy
La società di Zuckerberg tranquillizza tutti in merito alla privacy degli utenti in quanto lo scopo di questo progetto non prevede alcuna condivisione di dati per finalità di marketing.
Anche la sicurezza dei pagamenti è ovviamente una priorità assoluta di Facebook: gli utenti potranno salvare i dati della propria carta di credito all’interno del proprio profilo solo se vorranno espressamente farlo e anche in questo caso sarà tutto blindato. Perché salvarli nel proprio profilo? Ovviamente per velocizzare la decisione di un eventuale acquisto.
Qui potete trovare l’annuncio ufficiale

Anche Twitter sembra si stia muovendo in tal senso. Tempo fà infatti, il sito Recode pubblicò un articolo che raccontava di un ipotetico bottone “Buy Now” collegato ad un sito commerciale. Questo strumento però non era attivo ed era visibile unicamente da mobile. Niente di ufficiale, però è subito apparso chiaro come anche il fringuellino blu si stia attrezzando per intraprendere la via del social commerce.

buy nowEbbene i colossi social si muovono e probabilmente la parola “Buy” (o Acquista) sarà presto visibile nelle varie timeline.
La sfida più importante che dovranno affrontare secondo me sta nel riuscire a convincere gli utenti della bontà del progetto Social Commerce e far evolvere una cultura che seppur da pochi anni, è radicata nella convinzione che il canale social sia il meno indicato per fare acquisti.
D’altra parte oggi come oggi moltissime persone soprattutto in Italia, sono ancora restie ad acquistare online su affermati portali di e-commerce, figuriamoci sui social media.
Anche coloro che normalmente acquistano online si troveranno davanti alla possibilità di salire un ulteriore gradino per quel che riguarda le proprie abitudini e cultura legate allo shopping online: maccheronicamente parlando dovranno essere in grado di rendere normale l’acquisto più o meno “improvvisato”.
Mi spiego meglio: chi acquista su un portale e-commerce il più delle volte atterra sul sito Web pronto o comunque predisposto ad un eventuale acquisto. Al contrario l’utente che si trova su un social media, è facile che non stia pensando allo shopping e nel caso dovesse imbattersi in un’offerta seppur interessante in transito sulla sua timeline, dovrà avere la “prontezza” psicologica nel prendere una decisone d’acquisto più o meno improvvisa.
Di questa sfida però non possono farsene carico solo le piattaforme social, le quali hanno il compito di mettere a disposizione tutti gli strumenti e la tecnologia necessaria atta ad incentivare e facilitare il social commerce, ma tutto l’ambiente commerciale a partire dalle grandi aziende che solitamente comunicano su questi canali.
E come possono fare i grandi marchi ad attirare e sopratutto a rendere uso e costume il social shopping? Ovviamente fornendo ai potenziali acquirenti un valore aggiunto esclusivo derivante dall’ambiente social.
Considero questo punto molto importante perché se l’offerta di un’azienda presentata su un canale social non dovesse portare il valore aggiunto di cui sopra, sarebbe destinata quasi sicuramente a fallire in quanto l’utente preferirebbe optare per la tranquillità” dei tradizionali negozi fisici e online.
Ad essere cinici lo sforzo consistente nel fornire il valore aggiunto esclusivo dedicato al social commerce da parte delle aziende, potrebbe anche affievolirsi volutamente (ma non troppo) una volta raggiunto l’obiettivo di rendere routine l’idea di acquistare un prodotto o un servizio sui canali social.
Ultimo attore che dovrebbe collaborare allo sviluppo del social commerce altri non è che il Governo, il quale ha il dovere di agevolare lo sviluppo della tecnologia dedicata agli acquisti online come per esempio l’NFC (servizio di pagamento tramite mobile), lo sviluppo della banda larga ed altro ancora.

Buon social commerce a tutti :-)
















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