Spotify, gratuito e illimitato

#freeyourmusic, è il trend che Spotify, uno dei più importanti servizi di streaming musicale, ha deciso di lanciare eliminando qualsiasi limite in termini di tempo e di costi per ciò che riguarda l’ascolto della musica sulla propria piattaforma.

Spotify

La società svedese proprietaria di questo servizio che durante i primi 6 mesi permetteva a tutti di ascoltare musica in maniera completamente free, ha successivamente imposto un tetto di 10 ore mensili che ora è crollato per la gioia di grandi e piccini 😉

Adesso è possibile usufruire della versione free di Spotify illimitatamente su tutti su pc ascoltando le proprie playlist e quelle degli utenti seguiti.
Vi sono anche delle playlist che si adattano a determinati stati d’animo o situazioni: se per esempio si sta facendo jogging, troveremo quella che grazie al suo ritmo, stimolerà al miglioramento delle proprie prestazionie così via.

La versione free di Spotify è disponibile anche su tablet e smartphone con sistema operativo Android e iOS. In questo caso ricercando il nome di un’artista, il sistema ne riproduce i brani in maniera del tutto casuale.

Ovviamente nessuno dà niente per niente e quindi l’ascolto gratuito della musica su Spotify verrà periodicamente interrotto da spot pubblicitari che si inseriranno fra un brano e l’altro. Questo “inconveniente” non toccherà gli abbonati paganti i quali saranno quindi giustamente salvaguardati.

Direi che questa novità può rivelarsi un fattore molto importante per ciò che riguarda l’evoluzione del mercato della musica in streaming.
La concorrenza con altre piattaforme simili quali Deezer, Rdio e l’imminente Beats Music si fa sempre più agguerrita e Spotify ha deciso di anticipare tutti con questa prevedibile azione di marketing che ha lo scopo di fidelizzare i propri iscritti (circa 26 milioni) i quali non avranno più motivo di passare ad un concorrente una volta esaurito il tempo a disposizione.
Questa strategia si basa soprattutto sugli introiti pubblicitari, i quali sono in continuo aumento.

A mio avviso non sarà solo il mercato delle streaming musicale a risentire di questo scossone. Anche la pirateria infatti potrebbe subire un duro colpo, soprattuto se la direzione intrapresa da Spotify dovesse venire ripercorsa anche dai suoi competitor. In quanti per esempio continuerebbero ad utilizzare Emule (o simili) quando avrebbero la possibilità di usufruire di musica gratuita in maniera decisamente più immediata?
Bisogna anche tenere conto del fatto che il sistema delle app in generale, comprese quelle di streaming musicale, è in continua evoluzione e presto o tardi si diffonderà anche sulle varie autoradio, smart TV, Hi-fi ecc. Proprio in questi giorni si è parlato di un possibile accordo fra Deezer e Samsung. Questo significa che gli mp3 piratati masterizzati su CD per molti potrebbero risultare obsoleti.

Vuoi vedere che il mercato della musica che tanto ha (inutilmente) lottato contro il fenomeno della pirateria, forse ha trovato la giusta arma evolvendosi finalmente anch’esso sulla via della fruizione informatica? Stiamo a vedere… anzi, ad ascoltare 😉

 

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