Video privilegiati da Facebook, ma attenzione…

I video vengono privilegiati dal famigerato algoritmo di Facebook rispetto agli altri tipi di contenuti organici e la combricola di Zuckerberg non perde occasione per sbandierarlo, ma forse dimenticano di specificare qualche piccolo dettaglio sulla questione.

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Facebook qualche giorno fà ha confermato ufficialmente la predilezione che il suo algoritmo mostra per i video caricati direttamente sulla sua piattaforma rispetto ad altri contenuti con semplici immagini o link. Questo tipo di preferenza si traduce in un numero di utenti raggiunti decisamente più alto se paragonato  agli ultimi due tipi di contenuti appena indicati.

I più attenti se ne sono accorti già da tempo tant’è che i post contenenti video sono più che raddoppiati rispetto ai mesi precedenti.
In data 23 giugno 2014 Facebook ribadisce la sua attenzione verso i contenuti multimediali cercando di motivare questa decisione facendo leva su un tentativo di comprendere meglio quale tipologia di video interessi maggiormente gli utenti. Una volta compresa l’arcana preferenza, il newsfeed farà in modo di far visualizzare loro con maggior frequenza le tipologie di video che in precedenza sono stati più graditi.
In parole povere: se nei mesi scorsi hai dimostrato di gradire a suon di like, commenti e share i video che parlano di tecnologia, Facebook darà a questi ultimi la priorità sul newsfeed personalizzando così la tua esperienza sul canale.

Ma non è finita qui perché con ciò che Facebook definisce “Miglioramento del Raking“, viene personalizzata anche la frequenza di update video in termini quantitativi: se hai dimostrato di gradire i video contenuti, il numero di questi ultimi aumenterà sul newsfeed, altrimenti resterà uguale o addirittura diminuirà.
Tutto questo viene deciso in base a due nuovi fattori discriminanti: numero di video visualizzati e durata di visualizzazione che andranno ad aggiungersi a quelli “tradizionali” come like, share e commenti.

Il messaggio che Facebook vuol far passare agli inserzionisti è semplice: i video che vengono visti di più e che registrano un engagement superiore rispetto agli altri, avranno un audience più elevato.

Fin qui il ragionamento di Zuckerberg & soci non fa una grinza, ma ho notato un piccolo particolare a mio avviso non sbandierato: è vero che i video caricati direttamente sulla piattaforma registrano una portata nettamente superiore rispetto a quella di semplici post con foto, testi e link, ma è anche vero che negli ultimi giorni l’audience registrato dagli stessi video post è decisamente diminuito rispetto a quello derivante dalla medesima tipologia di contenuti pubblicati anche solo un mese prima.
Mi sento anche di dire che questo calo di portata avvenga a prescindere dal tasso di interazione degli utenti: non importa che il video totalizzi un elevato numero di like, share e commenti perché rispetto a quelli pubblicati precedentemente, totalizzerà comunque un numero decisamente minore di visualizzazioni.

Avete notato anche voi questo tipo di fenomeno?

Non saprei spiegare con certezza il perché di questa penalizzazione algoritmica e pertanto mi limito a mere ipotesi.
È cosa nota che in campo social, uno dei pochi settori importanti in cui Facebook perde parecchi punti rispetto a Google è quello relativo alla pubblicazione dei video in quanto Mountain View fa da padrona grazie a YouTube.

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Da qui la decisione di “salvare” questo tipo di contenuti dalla penalizzazione organica del newsfeed.
Quest’ultimo però non è YouTube e alla luce del grande aumento di pubblicazioni video, potrebbe trovarsi di fronte ad un problema di saturazione, tanto da rendere necessaria l’aggiunta delle discriminanti di cui sopra che però a mio modo di vedere non vanno a completare quelle relative al tasso di engagement, ma le sostituiscono… o almeno diventano altamente prioritarie rispetto ad esse.
Ovviamente se un video viene condiviso più volte, avrà un numero maggiore di visualizzazioni, ma non dipende certo da una spinta algoritmica della piattaforma.
Magari un giorno Zuckerberg aprirà un vero e proprio canale video in grado di fronteggiare YouTube, ma fino ad allora dovrà adeguarsi al contesto attuale.

La seconda ipotesi, che potrebbe anche andare a braccetto con la prima, è quella che vede Facebook aver raggiunto l’obiettivo di far aumentare gli upload video degli inserzionisti sulla sua piattaforma prendendo quindi una piccola quota di visualizzazioni a Google. In seguito, come fatto per i post statici, decide di penalizzare i risultati organici per spingere alla pubblicazione sponsorizzata.
In fondo si sà, nessuno è padrone dei propri canali social, anzi possiamo dire che siamo tutti in affitto 😉

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